Maglia storica calcio napoli
Fuori dall’area di rigore è disegnato un arco distante 9,15 metri dal punto del calcio di rigore. Il capitano sale sul palco accompagnato dal presidente Franzo Grande Stevens che gli consegna la targa con tutti i suoi goal: «Ringrazio la società e i tifosi per come mi hanno festeggiato», dice Alessandro, che corona poi una giornata indimenticabile firmando la vittoria sulla Reggina con un’altra perla, un sinistro imparabile. Intanto è proiettata la coinvolgente “splash page” del sito ufficiale e, vicino al palco allestito a metà campo, è esposto un altro striscione: «Alessandro Del Piero 183 goal, una sola maglia, unico nella storia». Su Sito nulla da dire, ma credo che votarlo non possa portare a nulla per migliorare la situazione di questa città. Cresce l’entusiasmo durante l’attesa della festa, organizzata dalla società per la domenica successiva, nel pre-partita di Juventus-Reggina. Nella stagione 1999-2000, la squadra di Ancelotti, dopo mesi in testa alla classifica, vede sfumare il sogno scudetto all’ultima giornata, nel pantano di Perugia, e l’anno dopo sarà la Roma di Capello a cucirsi il tricolore sul petto. L’Italia, che nel 2006 ospiterà i giochi invernali a Torino, ha perso uno dei suoi mentori.
L’unico sopravvissuto fu l’agente Antonino Vullo, scampato perché al momento della deflagrazione stava parcheggiando uno dei veicoli della scorta. È importante sottolineare quel gesto, perché Ale non è solo un goleador, ma è anche un giocatore che sa mettersi al servizio della squadra e se non è lui a segnare, spesso e volentieri è lui che manda i compagni in rete. Questo non solo contribuisce alla tutela dell’ambiente, ma anche a promuovere un’immagine responsabile e consapevole. La Juventus deve rimontare contro il Real Madrid l’1-0 subito al Bernabéu e Ale ci mette sedici minuti per rimettere a posto le cose, con una punizione maligna, che il portiere spagnolo può solo guardare. Pochi minuti prima dell’inizio della partita entrano in campo undici ragazzini che indossano le maghe delle squadre a cui Alessandro ha segnato i goal più importanti, dal River Plate alla Fiorentina, passando per Milan, Inter, Real Madrid e Borussia Dortmund. Ancora una volta sulla strada dei bianconeri ci sono degli argentini, quelli del River Plate, del gioiellino Ortega. Ale è già un idolo dei tifosi e la società decide di puntare su di lui con convinzione; Roberto Baggio emigra a Milano e da quel momento il numero dieci non si scolla più dalle spalle di Ale.
Una qualità che non è riportata nelle statistiche, ma che è preziosa quanto lo straordinario fiuto del goal del più grande cannoniere della storia della Juventus: «È molto importante mettersi al servizio della squadra, in tutti i sensi», conferma Del Piero, «quello di Milano è stato un assist diverso dagli altri, mi ha fatto molto piacere perché l’ho fatto in una partita particolare e in un momento particolare, visto che eravamo appena usciti dalla Champions League». Sembra un goal poco importante, visto il punteggio. Di lì a poco gli uomini di Herrera perderanno la vetta, scavalcati dal Milan, tuta brasile 2025 campione d’Italia al termine della stagione. Maglia verde con dettagli bianchi e rossi, caratterizzata dal volto del Dio azteco del sole e indossata tra gli altri da Blanco ed Hernandez. A venti minuti dalla fine la Juventus esce dal torpore e trionfa: Vialli segna due goal in tre minuti, ma a completare la rimonta è Del Piero, con una rete da cineteca: un tocco morbido, al volo, di collo destro, che corregge alle spalle di un esterrefatto Toldo un lancio di quaranta metri: «Quel goal è stato senza dubbio uno dei miei due preferiti.
Un goal che vale uno scudetto: il secondo consecutivo, il terzo per Del Piero. Ricordo che prima di scendere in campo per il riscaldamento pre-gara, mi chiamarono perché c’era una telefonata per me. Alessandro esce qualche minuto prima dell’inizio del riscaldamento. La Juventus prende la testa della classifica alla prima di campionato e non la molla più, al limite la divide in comproprietà con il Milan, fino alla sfida decisiva dell’8 maggio a San Siro. I bianconeri sono saldamente in testa alla classifica e all’ottava giornata fanno visita all’Udinese; Zidane e Inzaghi vanno a segno, mettendo in cassaforte altri tre punti e tutto sembra andare per il verso giusto. Ale però ha le spalle larghe e se c’è da guidare la squadra non si fa pregare; doppietta, la prima in serie A e risultato finale di 4-3 che lancia i bianconeri in vetta alla classifica. Comunque c’è tempo per sentirle telefonicamente ogni giorno e puoi comunque rivederle un mese per le vacanze di Natale e tre mesi per le vacanze estive. Ha raggiunto questo traguardo con grande merito per quello che ha fatto negli anni e per l’impegno costante che dimostra ogni giorno. È il numero dei fuoriclasse e Del Piero lo indossa con naturale eleganza, nobilitandolo con giocate superbe, che portano al traguardo più ambito: la Champions League.
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